Manikomio DSGN: primo monomarca a Tokyo quest’anno, superate le 200 doors
Sempre creativo Manikomio DSGN, il marchio forlivese di borse fondato nel 2020 da Massimo Cabbia lanciatosi con la “Aviator’s Kit Bag”, che continua ad incrementare i tessuti, i modelli, le tecniche costruttive e i materiali utilizzati per le sue proposte. “Se oggi stai fermo non vai più da nessuna parte. Bisogna sempre muoversi, cercare di continuo nuovi materiali, avere collaborazioni sempre più strette con aziende che fanno ricerca - che sono sempre meno, ma quelle che ci sono ti danno la possibilità di esprimerti con prodotti da Wow!”, dice a FashionNetwork.com lo stesso Massimo Cabbia. “L'importante è essere coerenti con il nostro DNA. Sembrano tantissime le borse che proponiamo, ma alla fine Manikomio DSGN è tendenzialmente una fucina di monoprodotti che sviluppiamo utilizzando materiali sempre diversi”.
Nello specifico, per la prossima Primavera-Estate 2027 l’azienda ha presentato una borsa in spugna che può far pensare ad un prodotto da mare, ma nella realtà è stata concepita da Massimo Cabbia come una shopping bag che ha tutte le caratteristiche per poter essere una borsa super visibile e cool per l’uso cittadino. Altra novità è “Mia”, shopping bag realizzata in denim, in 15 varianti di pelle colorata a contrasto, usate nei manici, nelle chiusure e nelle bordature, per farla diventare un modello diverso dal solito. “Il denim non è molto usato per fare le borse, ma noi siamo volutamente degli outsider e quindi lo usiamo”, sorride il fondatore.
Roberta, storico brand italiano di intimo che fa capo a Pompea S.p.A., volta pagina e fa il suo ingresso nel mondo dell’activewear e dello sport femminile, concentrandosi in particolare su discipline come yoga, pilates e fitness/training.
Il Comune di Parigi ha deciso di affidare a Louis Vuitton la riqualificazione di due strade ai piedi del suo futuro grande magazzino sugli Champs-Élysées, suscitando polemiche in seno al Consiglio di Parigi, dove alcuni consiglieri hanno denunciato una «privatizzazione dello spazio pubblico».
“Se volessi descrivere questa mia collezione in tre parole, sarebbero consapevolezza, trasformazione e continuità”, precisa a FashionNetwork.com lo stesso Dhruv Kapoor, nato a Delhi, laureato alla Marangoni di Milano, che ha anche lavorato per Etroe ha lanciato la sua casa di moda nel 2013. “È come se nel tempo attuale del mondo, estremamente veloce, ci concedessimo una pausa solo per vedere cosa succede intorno a noi. Si tratta di essere nel momento. Alcune stampe risembrano le strutture naturali su una schiena, o la mosca. Allo stesso tempo abbiamo delle pelli sviluppate espressamente per il mio brand che sembrano davvero vecchie e rugose, ma in realtà sono attualissime. In generale, nell’ambito stilistico di questa collezione, tutto è preso in prestito dall'ingegneria indiana del sari, del dhoti e del lungi, capi che diventano metodi di avvolgimento e stratificazione, ricostruiti attraverso nuove proporzioni e configurazioni”.